Ci sono storie di sport che non si possono misurare soltanto con i numeri del tabellone o con la contabilità dei punti in classifica. Si misurano con la passione, con il senso di appartenenza e con la capacità di gettare il cuore oltre ogni ostacolo.
La cavalcata del Basket Club Trecate tra il 2013 e il 2016 appartiene a questa categoria: tre stagioni incredibili, vissute tutte d’un fiato, che hanno portato una piccola realtà di provincia dai campi regionali della C2 fino ai palcoscenici della Serie B Nazionale. Un doppio salto di categoria consecutivo conquistato sul parquet praticamente con lo stesso gruppo di ragazzi — studenti e lavoratori —, sostenuti da una società fondata sul volontariato e con risorse economiche ridotte all’osso, ma guidata da una convinzione incrollabile: «Con il cuore si va dove si vuole».
Non è stata una strada in discesa, né una favola senza scossoni. L’approdo nel basket nazionale d’élite ha messo di fronte la società a realtà professionistiche, a palazzetti storici, a sfide logistiche complesse e a una serie durissima di sconfitte che avrebbe fiaccato lo spirito di chiunque. Il vero trionfo è stato affrontarle a testa alta, con dignità, compattezza e un’ironia capace di trasformare le difficoltà in un legame indissolubile tra squadra, staff e tifosi, fino a festeggiare quell’unica, memorabile vittoria come se fosse il più grande dei campionati.
Vogliamo celebrare e ricordare quella magnifica impresa proprio attraverso la voce di chi ha saputo raccontarla all’Italia intera. Nell’aprile del 2016, la trasmissione Pascal di Rai Radio 2, ideata e condotta da Matteo Caccia, dedicò una puntata ai cosiddetti «Beautiful Losers» — quegli splendidi sconfitti capaci di imprese umane e sportive straordinarie —, portando la nostra piccola grande storia sui microfoni nazionali.
A raccontarla … il sottoscritto.
Ecco come andò quel racconto.
[Voce narrante]
Quando si vince si è tutti contenti, ma se si hanno le motivazioni giuste anche quando si perde si torna allegri.
[Voce fuori campo / Alessandro]
….. Noi siamo raggianti per il grande risultato sportivo, ma il mio pragmatismo mi porta a pensare che coprire i costi della partecipazione sarà un’impresa. E di essere competitivi non c’è nemmeno da parlarne……
….. Come si organizza la trasferta? C’era da curare anche un aspetto logistico e qui era il mio forte e allora ho organizzato tutto io. Per cui la settimana prima dello spareggio è stata veramente una cosa tremenda: e l’hotel, i trasporti, chi viene… Poi c’era anche la finale di Champions League, per cui dove andiamo a mangiare dopo…
[Matteo Caccia – Conduttore]
La puntata di oggi si intitola Beautiful Losers. Oggi parliamo di una squadra del campionato di serie B di basket e di un pugile che ha perso 256 incontri. Benvenuti a Pascal.
Le 19:06 in punto, benvenuti a… a Pascal. ……………….È Radio 2 ovviamente, noi raccontiamo storie e stasera ne abbiamo due che, l’avete capito dal titolo, si chiama Beautiful Losers, che vuol dire bei perdenti. Loser in realtà oggi è usato più come sfigato che come perdente, ma noi parliamo proprio di perdenti, dei perdenti belli, anche se sono due parole che di solito non vanno molto insieme.
…… Questa sera vi raccontiamo una storia che, con i dovuti… con le dovute proporzioni, assomiglia alla storia del Leicester. ……. Ma state lì: la puntata di oggi si intitola Beautiful Losers.
[Voce narrante – Storia del Basket Club Trecate]
31 maggio 2014. Quando il secondo tiro libero si fermò sul ferro, lo realizzammo tutti: avevamo vinto. Il Basket Club Trecate per la seconda volta nella sua storia poteva partecipare al campionato nazionale di serie C1.
Grande felicità sia negli spogliatoi che tra il gruppo di tifosi al seguito della squadra. Il momento era di quelli in cui senti che il mondo va esattamente come dovrebbe andare. Finiti i festeggiamenti, un paio di giorni dopo, ci trovammo a programmare la stagione successiva in C1 e la frase più ricorrente fu: «Ma sì, dai, confermiamo il gruppo». E visti i presupposti fu facile confermare quella splendida squadra.
Sabato 6 giugno 2015, un anno dopo, siamo incredibilmente nella stessa situazione. Solo che stavolta ci giochiamo lo spareggio per salire addirittura in serie B.
Con il procedere della stagione si è consolidato un folto e variegato insieme di sostenitori composto da compagne, genitori, amici dei giocatori e altri membri dello staff, oltre che da un nucleo di appassionati che da anni segue le sorti del basket trecatese. C’è un bel clima, che mescola in modo intelligente passione e ironia. L’atmosfera che circonda e accompagna la squadra è una delle ragioni non secondarie dei suoi successi.
Le condizioni ambientali però sono proibitive: fa un caldo allucinante, oltre 30 gradi, si boccheggia solo a stare seduti in tribuna. In un battito di ciglia però ci troviamo in vantaggio 8 a 0. I ragazzi hanno preparato bene la partita. Si va a riposo con un vantaggio di 29 a 20. L’inizio del secondo tempo rischia di rivelarsi un amarissimo risveglio, ma la squadra reagisce bene e finalmente la partita termina con il punteggio di 55 a 43. I giocatori e lo staff tecnico vanno sotto la tribuna dei tifosi e iniziano i festeggiamenti.
[Alessandro]
Che secondo me è stata una delle cose più belle che ho vissuto in vita mia fuori, diciamo, dalla famiglia. Raggiungere un risultato totalmente insperato e inaspettato.
[Voce narrante]
Nessuno aveva previsto la promozione in serie B del Basket Club Trecate al termine della stagione 2014-2015. Una società senza mezzi, una gestione fatta di buona volontà. La squadra composta dagli stessi giocatori che l’anno prima avevano conquistato l’accesso alla C1, a parte un ragazzino di 18 anni, eppure l’impensabile è accaduto: il Basket Club Trecate ha clamorosamente conquistato la promozione in serie B.
Certo, si tratta di una delle tante storie con la “s” minuscola che coinvolge qualche centinaio di persone ed è anche una storia normale: la Cenerentola che compie un’impresa inaspettata sconfiggendo rivali molto più apprezzati.
Mentre raggianti per il grande risultato sportivo si rientra, il mio pragmatismo mi porta a pensare: «Sì, ma adesso come facciamo?». In effetti il budget sarebbe raddoppiato se non addirittura triplicato e coprire i costi della partecipazione sarebbe stata un’impresa ardua, figurarsi riuscire a essere competitivi. In tutti noi c’era la certezza delle difficoltà a cui saremmo andati incontro, ma in tutti noi ha prevalso l’orgoglio di portare i colori del Basket Club Trecate, della comunità e della città di Trecate ai vertici dello sport nazionale e nella storia dello sport, nonostante le risicate disponibilità finanziarie.
La spinta e l’entusiasmo della gente ci spinge a iscriverci. Poco importa come si concluderà la stagione: la affronteremo come sempre con l’impegno e la dignità con cui vengono affrontate le prove più ardue e impegnative nella vita e nello sport.
Per il terzo anno di fila ci siamo presentati al via con la stessa squadra, con un paio di amici a rinforzarla, confidando ancora una volta nella capacità di stupire di questi splendidi ragazzi e dello staff tecnico.
Passano i mesi. Gennaio 2016, campionato di pallacanestro di serie B. Classifica dopo 19 giornate: Forlì 34, Cecina, Piacenza e Cento 28 punti, più in basso Livorno e Bottegone 12, ancora più giù CUS Torino e infine noi, Basket Club Trecate: 0 punti. Le abbiamo perse tutte.
Ma le sconfitte, l’ormai certo esito negativo della stagione e le croniche difficoltà che abbiamo ad andare avanti, con gli infortuni che la fanno da padrone e con tutto il resto, non hanno scalfito la serenità e la compattezza dell’ambiente. Contare solo sulle proprie forze, fare le cose nel migliore modo possibile, stare bene insieme, non prendersi troppo sul serio. Se è vero che le vittorie nascono dal modo in cui si riescono a gestire le sconfitte, il Basket Club Trecate avrà un futuro formidabile. E allora capiremo quello che abbiamo fatto, e che forse questa è una storia con la “S” maiuscola.
[Matteo Caccia]
Pascal, Radio 2. …….. Ma noi torniamo alla storia di oggi, di questa puntata che si intitola Beautiful Losers, di cui è protagonista inevitabilmente Alessandro. Pronto Alessandro?
[Alessandro]
Ciao Matteo, buonasera.
[Matteo Caccia]
Come stai? Bene? Tu come stai?
[Alessandro]
Abbastanza bene, grazie.
[Matteo Caccia]
Alessandro, non posso negare che sento questa storia un po’ mia perché io sono mezzo sangue trecatese dal momento che mia mamma è nata e ha vissuto a Trecate fino a quando sostanzialmente ha cominciato ad andare alle superiori. Quindi un po’ la conoscevo già in realtà la storia del Basket Club Trecate, ma non così bene, insomma, da un insider come te. Senti, raccontami qual era il clima nel momento in cui la squadra che era appena salita in C1 è finita in serie B.
[Alessandro]
Ma, era un clima festoso, appunto come ho narrato nella storia. Si era creato questo gruppo che chiaramente aveva accompagnato la squadra a questo spareggio in Toscana e c’era un clima di festa…
[Matteo Caccia]
Quante persone erano più o meno?
[Alessandro]
Ma, una cinquantina
[Matteo Caccia]
Tutti con mezzi propri, immagino.
[Alessandro]
Tutti con mezzi propri, sì, perché noi facciamo tutte le cose così, un po’ alla buona…
[Matteo Caccia]
Ma avete però dei mezzi? Cioè, avete che so io un pulmino della squadra?
[Alessandro]
Eh, c’è il famoso pulmino blu e anche qui ci sarebbe da raccontar delle storie, che poi si è fermato proprio a pochi chilometri da Milano, durante il rientro da questa trasferta, proprio quasi a simbolo del dire: «Anch’io il mio dovere l’ho fatto, adesso arrangiatevi un po’», no? In realtà erano rimasti senza benzina perché, sai, nel clima euforico che si era generato qualcuno si era dimenticato ……
[Matteo Caccia]
Di guardare… la lancetta! Ma parliamo di giocatori di che età più o meno, Alessandro?
[Alessandro]
Ma guarda, sono tutti abbastanza giovani. C’è un veterano che ha giocato già anche in serie A e in serie B, che è a fine carriera, e poi tutti gli altri hanno tra i… tra i 18 e i 27 anni, adesso 28…
[Matteo Caccia]
Cioè, quindi sono persone che studiano e lavorano.
[Alessandro]
Son tutte… persone che studiano e lavorano, assolutamente sì.
[Matteo Caccia]
Cioè, il professionismo nel basket in che in che categoria comincia?
[Alessandro]
Beh, in serie B c’è il professionismo, ma anche in serie C, per dire, adesso poi dipende. Si sta un po’… spostando l’asticella. Adesso lo trovi in serie B. Difatti quest’anno ci siamo trovati di fronte a realtà veramente di professionismo: a giocare in palazzetti con organizzazioni che, voglio dire, ci hanno lasciato anche un po’ a bocca aperta, però insomma…
[Matteo Caccia]
Ma Alessandro, scusami, tu ci hai dato diciamo la situazione a gennaio 2016, scusami… Com’è finita poi la classifica? Com’è finita la stagione?
[Alessandro]
Poi abbiamo vinto una partita!
[Matteo Caccia]
Eh beh, questa è una notizia direi! Contro chi?
[Alessandro]
Sì! Contro il Bottegone, una squadra di Pistoia…
[Matteo Caccia]
Bottegone, quanto è finito in classifica?
[Alessandro]
Il Bottegone va ai playout, quindi un po’ più in alto. Sì, comunque il discorso è questo: che ci siamo andati vicini tante volte …… E poi cosa è successo? Ci sono stati tanti fattori poi da dover gestire quest’anno: un po’ gli infortuni, un po’ l’inesperienza…
[Matteo Caccia]
Eh sì, insomma! Però l’impresa… però noi l’impresa l’abbiamo fatta! Cioè noi di Trecate l’impresa l’abbiamo fatta e siamo contenti.
[Alessandro]
L’abbiamo fatta, difatti abbiamo festeggiato come quando abbiamo vinto il campionato…
[Matteo Caccia]
Giustamente!
[Alessandro]
Sì, era un po’ anche togliersi di dosso quel… quella cosa, capito? Comunque è stata una bella stagione alla fine, anche se ci sono state tante difficoltà e che ci sono ancora adesso anche se è finita…
[Matteo Caccia]
Bravo. E vabbè. Alessandro, ti ringrazio molto per la storia e per la chiacchierata……-.





