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Vuelta a Espana (6): Solo Pogacar es mas fuerte que Mas. di Federico La Capria

Giovedì 27 Agosto 2026

Dopo l’arrivo a Roquetes, nelle Terre dell’Ebro, in Catalunya, la Vuelta a Espana 2026 prosegue nella Comunidad Valenciana.

Si disputa la sesta tappa, la Alcossebre-Castellò, lunga 177,5 Km, con un dislivello di 3.080 m.

La frazione odierna è caratterizzata da quattro Gran Premi della Montagna, Puerto de La Serratella, 839 m, seconda categoria, 14 Km, con pendenza media del 3,8%, Coll de La Bandereta, 790 m, terza categoria, 4,6 Km, con pendenza media del 6,7%, Alto del Desierto de Las Palmas, 422m, seconda categoria, 7,6 km, con pendenza media del 4,9%, e Puerto de El Bartolo, 713 m, prima categoria, 9,4 Km, con pendenza media del 7,6%.   

Alcossebre, piccolo centro sulla Costa dell’Azahar, nella Provincia di Castellò, prossima al Parco Naturale della Serra d’Irta, combina in modo armonico mare e montagna.

La Vuelta a Espana torna in questa località a nove anni e 4 giorni di distanza dal 23 Agosto 2017, allorchè si disputò la quinta tappa della Vuelta a Espana 2017, la Benicassim-Alcossebre, vinta dal kazako Alexey Lutsenko, davanti all’eritreo Mehrawi Kudus Ghebremedhin, secondo, e al catalano Marc Soler, terzo.

Il via ufficiale alla corsa, da Alcossebre, con la partenza neutralizzata, avviene alle ore 13.03.

Dopo un trasferimento in parata dei corridori, lungo 2.5 Km, verso il Km Zero, inizia la gara, alle ore 13.15, con la partenza lanciata.

Dopo 6 Km di percorso i corridori passano da Alcalà de Xivert, paese natale di Vicente Iturat, corrridore spagnolo che vinse la Classifica a Punti nella Vuelta a Espana del 1957, in cui Pasquale Fornara, il “corridore che sorrideva sempre” concluse all’ottavo posto  in Classifica Generale.

Il fortissimo Campione Borgomanerese, vincitore di quattro Giri della Svizzera, si migliorò l’anno successivo, giungendo secondo in Classifica Generale, a Madrid, dopo 16 tappe, preceduto di soli 2 minuti e 51 secondi da Igor Stablinsky.

Dopo un inizio di gara combattuto Alexey Lutsenko, NSN Cycling-Team, e Leo Bisiaux, Decthlon CMA CGM Team, vanno all’attacco.

La coppia al comando viaggia verso il primo Gran Premio della Montagna con 20 secondi di vantaggio sul plotone.

Walter Calzoni, Pinarello Q36.5, si unisce a loro.

Il terzetto viene raggiunto dal gruppo all’inizio della prima salita di giornata.

Sedici corridori tentano di avvantaggiarsi ma vengono raggiunti e nella prima ora di gara sono stati già percorsi 39,4 Km.

Santiago Buitrago, Team Bahrain Victorius, transita primo sul Puerto de la Serratella, davanti a Lorenzo Fortunato, XDS Astana Team, secondo, e a Stefan Kung, Team Jayco Alula, terzo.

Lungo la discesa ci sono ripetuti attacchi ma il gruppo li neutralizza tutti, senza particolari difficoltà.

Sedici corridori si avvantaggiano.

Nasce la prima fuga di giornata.

Tra gli uomini al comando spiccano i nomi di Wout Van Aert, Team Visma Lease-a-Bike, Pello Bilbao, Santiago Buitrago, Team Bahrain Victorius, Ramses Debruyne, Alpecin Premier-Tech, e Vincenzo Albanese, EF Educationa EasyPost,

Santiago Buitrago passa primo anche sul Coll de La Bandereta, davanti a Gijs Leemreize, Team Picnic PostNL, secondo, e a George Bennett, NSN Cycling-Team, terzo.

Il sole è sempre più caldo e la temperatura in corsa raggiunge i 39 gradi.

I fuggitivi si avvicinano alla Sierra d’Esparreguera .

Hanno un vantaggio di 2 minuti allorchè si è a 66 km dalla conclusione.

Il gruppo inseguitore è guidato dalla UAE Team Emirates-XRG che, grazie al lavoro di Joao Almeida e Jay Vine, cerca di colmare il gap nei confronti dei battistrada.

Alle ore 16.00 i battistrada iniziano ad affrontare i 7,6 Km che conducono all’Alto del Desierto de Las Palmas.

Josè Manuel Diaz Gallego,Burgos Burpellet-BH, transita in testa sul Gran Premio della Montagna, davanti a Santiago Buitrago, secondo, e a Thomas Gloag, Pinarello Q36.5, terzo.

In discesa si ricostituisce il gruppo dei fuggitivi.

I corridori si avvicinano all’ultima asperità di giornata.     

Il plotone principale, guidato da Jay Vine, si riavvicina ai battistrada.

Il gap scende a 1 minuto e 10 secondi.

L’australiano cede il passo a Pablo Torres, compagno di squadra.

Inizia l’ascesa verso Puerto El Bartolo.

Il fondo stradale è in terra e presenta pendenze impegnative.

I ciclisti passano in mezzo a due ali di folla festante, che li incita e sostiene.

Lo sforzo dei corridori su queste strade in terra riporta alla mente l’Epoca del Ciclismo Eroico.

A 4 km dalla vetta in testa alla corsa c’è  Ramses Debruyne.    

Il belga è braccato da Tadej Pogacar, UAE Team Emirates-XRG.

Il Campione del Mondo lo raggiunge e supera.

Alle spalle della Maglia Roja, a 15 secondi, è segnalato lo spagnolo Enric Mas Nicolau, terzo in Classifica Generale.

Lo spagnolo, sulle arcigne pendenze dell’ultimo tratto di strada, lastricato in pietra, sprigiona forza e agilità.

Raggiunge Tadej Pogacar, lo affianca e lo supera.

Scollina primo sul Puerto El Bartolo.

I due iniziano la discesa, percorrendo una strada stretta e ripida.

Lo sloveno si pone in testa ma nell’approcciare una curva a destra calcola male la larghezza della sede stradale.

Si rende conto di non riuscire a rallentare in tempo, come dovrebbe, e decide di andare dritto, in un tratto sterrato, evitando una sicura caduta.

Con grande lucidità e abilità controlla il mezzo sino a fermarsi. 

Vede passare l’avversario e in un istante si reimmette nella sede stradale.

Nel giro di poco raggiunge Enric Mas e prosegue con lui la discesa, terminata la quale resta un breve tratto di pianura prima della conclusione.

I due uomini al comando collaborano.

A 3 Km da Castellò hanno un vantaggio di 33 secondi su un primo gruppetto di inseguitori, di cui fanno parte Primoz Roglic, Red Bull Bora-Hansgrohe, e Richard Carapaz, EF Education EasyPost.

La collaborazione nella coppia al comando prosegue con cambi regolari sino alla “Flamme Rouge”.

Lo spagnolo si mette quindi alla ruota dello sloveno che continua a voltarsi con la testa per controllarne i movimenti e un eventuale scatto.

Tadej Pogacar aumenta l’andatura, lancia la volata e stacca Enric Mas, vincendo con un buon margine.

Tadej Pogacar si aggiudica la sesta tappa della Vuelta a Espana 2026, la Alcossebre-Castellò, avendo percorso i 177,5 Km in 4 ore, 12 minuti e 40 secondi, davanti a Enric Mas, secondo, e a Ramses Debruyne, terzo, a 46 secondi, che regola il gruppetto dei primi inseguitori.

Il Campione del Mondo guida sempre la Classsifica Generale della Vuelta a Espana 2026, dopo 15 ore, 38 minuti e 27 secondi, davanti a Enric Mas, secondo, a 3 minuti e 34 secondi, e a Primoz Roglic, terzo, a 4 minuti e 21 secondi.

La sesta frazione della Vuelta ha saputo divertire ed emozionare.

Enric Mas ha disputato una gara straordinaria, dimostrandosi persino più brillante della Maglia Roja nell’ultimo tratto, il più duro, dell’ultima ascesa. Solo un Corridore venuto da un Altro pianeta, Komenda, è stato in grado di batterlo.

Oltre alla terza vittoria di Pogacar la Vuelta oggi ha raccontato la rinascita  di un corridore che sembrava essersi smarrito.

Nel 2022, in seguito ad alcune cadute, l’iberico iniziò ad avere paura nell’affrontare le discese, con un vero e proprio blocco psicologico, che lo spinse a ritirarsi dal Tour de France.

Grazie all’affetto della famiglia, della squadra e di un lavoro specifico, tecnico e psicologico, Enric Mas Nicolau ha trovato in sé la forza per vincere la paura delle discese, credere in sé stesso, e tornare alla Sua Vita, fatta di lotta, sacrifici e fatica, capace di regalare Sensazioni ed Emozioni Uniche ed Irripetibili, come solo il Ciclismo sa fare.

Federico La Capria       

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