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Vuelta a Espana (8): Fernandez fugge, Pogacar cade, Coquard vince. di Federico La Capria

Sabato 29 Agosto 2026

Dopo l’arrivo di Aramòn Valdelinares la Vuelta a Espana 2026 riparte dalla Comunidad Valenciana, con una frazione apparentemente facile, disegnata per i velocisti.

Si disputa la Pucol-Xeraco, ottava tappa della Vuelta a Espana 2026, la Pucol-Xeraco, lunga 171 Km, con dislivello di 1.270 m, caratterizzata da un Gran Premio della Montagna, Puerto de Barx, 380 m, terza  categoria, 4,7 Km, con pendenza media del 5,6%.

La partenza è fissata a Pucol, Comune Spagnolo di 21.928 abitanti, nella Provincia di Valencia, tra il mare e la montagna, a pochi km dalla Costa Mediterranea.

La Cattedrale di San Giovanni, l’Antica Torre di Guardia e il Palazzo Arcivescovile testimoniano la sua importanza nel passato.

Joan de Ribera, Arcivescovo di Valencia, fece costruire a Pucol uno dei primi giardini botanici di Spagna.

L’arrivo è previsto a Xeraco, località balneare di 6.044 abitanti, nella Provincia di Valencia, bagnata dal Rio Vaca, anch’essa sospesa tra mare e montagna.

Pucol e Xeraco ospitano per la prima volta la Vuelta a Espana.

Il via ufficiale alla corsa viene dato alle ore 13.28, da Pucol, sotto il sole, con un cielo azzurro, senza nuvole, e una temperatura di 32-34 gradi.

I corridori iniziano a pedalare lungo gli 8 Km di strada che li portano al Km Zero dove, alle ore 14.01, ha luogo la partenza lanciata.

Appena la macchina della giuria abbassa la bandiera rossa dal gruppo scatta Sinuhè Fernandez, unico corridore Asturiano a disputare la Vuelta 2026.

Il suo nome di battesimo, particolare e raro (in Spagna sono solo in 121 a chiamarsi così), venne ispirato al padre leggendo “Sinuhè l’Egiziano”, romanzo storico scritto nel 1945 da Mika Waltari, finlandese.

Sinuhè, originario di Tebe, medico reale ai tempi di Akhenaton, nel romanzo dello scrittore finlandese, racconta in prima persona la propria vita, con i suoi inizi, l’ esilio in Siria, i successivi viaggi a Babilonia, nel Regno di Mitanni, in Anatolia, nel Regno degli Ittiti e a Creta, il ritorno in Egitto, a Tebe, e l’ultimo esilio, sulle Coste del Mar Rosso.

Tenendo fede al suo nome Sinuhè Fernandez, Burgos-Burpellet-BH, inizia il suo viaggio.

La temperatura è elevata ma il vento favorevole lo sostiene.

Il gruppo procede a bassa andatura, mentre l’iberico sviluppa un’ottima velocità.

Dopo Moncada, nei pressi del quindicesimo Km, raggiunge un vantaggio di 2 minuti e 20 secondi.

Nella prima ora di gara il fuggitivo ha già oltrepassato Naquèra, Bètera e San Antonio de Benagèber.

Ha già percorso 43,3 Km di strada e si avvicina a Riba-roja de Turia, nel Parco Naturale del Turia.

La corsa, partita a pochi Km dal Mar Mediterraneo, si addentra sempre più nell’entroterra.  

Il vantaggio di Sinuhè Fernandez inizia a calare.

Quando il gruppo transita da Cheste appare la Sierra de Chiva, in tutta la sua bellezza.

Il distacco del gruppo dallo spagnolo è di 4 minuti e 15 secondi.

L’asturiano prosegue la sua azione mentre il vento soffia di lato, in maniera moderata.

Il gruppo lo tiene sotto controllo, riducendo in modo costante il distacco.

A Montserrat, quando mancano 90 Km al traguardo, il gruppo principale viaggia a 3 minuti e 34 secondi dal battistrada.

Si passa da Montory, sulle cui alture si scorge l’Antica Torre.

Il gap tra Sinuhè Fernandez e gli inseguitori scende sotto i 3 minuti.

Mentre il gruppo mantiene una buona velocità, il fuggitivo inizia a calare la propria.

Tra Catadu e Carlet, a 70 Km dalla conclusione, il vantaggio del corridore spagnolo sul plotone scende, per la prima volta, sotto i 2 minuti.

L’azione del fuggitivo sembra perdere sempre più in forza e brillantezza.

Ad Algemesi il suo vantaggio è di 1 minuto e 30 secondi.

Si prosegue per Alzira.

A La Barraca d’Aigues Vives, quando mancano 42 Km al traguardo, il distacco tra Sinuhè Fernandez e il gruppo è di soli 42 secondi.

Sinuhè Fernandez viene raggiunto dopo 133 Km, al termine di una lunghissima fuga solitaria, a 38,6 Km da Xeraco.

Il gruppo viaggia ad alta velocità, condotto dal Team Visma Lease-a-Bike.

La velocità media di corsa, dopo 3 ore di gara è di 41 Km/h.

Lo Sprint sul Traguardo Volante di Simat de La Valdigna viene vinto da Wout Van Aert, Team Visma Lease-a-Bike.

Il gruppo procede compatto, occupando tutta la sede stradale, a velocità sostenuta quando, all’improvviso, a metà plotone, si verifica una caduta. Tadej Pogacar sbanda inspiegabilmente alla sua destra, dopo aver impattato con la ruota anteriore contro una pietra nascosta, perde il controllo del manubrio e urta Ben Samuel Tulett, Team Visma Lease-a-Bike.

Il Campione del Mondo cade in avanti, in modo brusco e particolarmente violento, sbattendo sull’asfalto con la testa, protetta dal casco, e con la spalla sx, rimediando un trauma all’arto superiore sinistro, nonchè alla testa, al collo e all’emivolto omolaterale.

Lo sloveno si inginocchia, piegato dal dolore, ma cerca di reagire e riportarsi verso la sua bicicletta. E’visibilmente scosso e frastornato.

Il dolore è forte e lancinante. Capisce di aver riportato un danno importante, constatando l’impotenza funzionale del braccio sinistro.

Si siede a bordo strada e viene soccorso dai membri della propria squadra e dal personale sanitario.

I suoi compagni si fermano accanto a lui. Gli altri corridori coinvolti si rialzano e proseguono la gara.   

Tadej Pogacar constatata la gravità dell’infortunio occorso, parla con il proprio direttore sportivo, con i membri della squadra, con i sanitari e sale sul mezzo di soccorso avanzato.

La sua Vuelta 2026 si conclude con il ritiro.

Da accertamenti sanitari successivi verranno evidenziate una frattura di clavicola, da trattare chirurgicamente, una frattura della settima vertebra cervicale, non necessitante un intervento di stabilizzazione, una commozione cerebrale, delle ferite lacero-contuse ed abrasioni multiple.

La Corsa prosegue in modo dimesso e i corridori appaiono scossi.

I suoi compagni di squadra riprendono la strada con ritardo.

I corridori proseguono la corsa formando un fronte unico.

Inzia l’ascesa al Puerto de Barx e il gruppo la affronta unito, sino in cima.

Wout Van Aert si aggiudica il Gran Premio della Montagna.

Lungo la discesa Xabier Mikel Azparren, Pinarello Q36.5, nativo di San Sebastian, attacca con decisione, approfittando dell’incertezza generale.

Il suo gesto, a 22 Km dalla conclusione, riaccende la corsa.

La UAE Team Emirates-XRG viaggia compatta, mestamente, a 6 minuti e 10 secondi, svuotata di ogni energia fisica e mentale, colpita al cuore e nel morale per l’abbandono forzato e brutale del proprio Leader.

Il battistrada affronta la discesa con coraggio, pennellando ogni curva con velocità e maestria.

Il gruppo non gli concede troppo spazio né vantaggio e terminata la discesa organizza al meglio il suo inseguimento.

Lo spagnolo resiste ma l’unione delle squadre dei velocisti ha la meglio.

Il corridore basco viene raggiunto a 1,5 Km dalla conclusione.

Si prepara la volata, sul rettilineo finale di Xeraco.

I corridori sono lanciati e concentrati sul lato destro della strada, vicino alle transenne.

Wout Van Aert lancia lo Sprint per James Matthew Brennan.

Mads Pedersen, Lidl-Trek, e Jordi Meeus, Team Soudal Quick-Step, sembrano prendere il sopravvento.

All’improvviso, negli ultimi metri Bryan Coquard, Cofidis, esce dalla scia di Jordi Meeus, spuntando come un fantasma, supera i rivali e vince la volata, alla loro sinistra, con un colpo di reni, sulla linea del traguardo.

Bryan Coquard si aggiudica la Pucol-Xeraco, ottava tappa della Vuelta a Espana 2026, in volata, dopo 171 Km, percorsi in 3 ore, 47 minuti e 6 secondi, a una velocità media di 42,536 Km/h, superando in volata Mads Pedersen, Lidl-Trek, secondo, e Jordi Meeus, Team Soudal Quick-Step, terzo.

Il corridore francese, ottimo pistard convertito alla strada, Vicecampione Olimpico a Londra (2012) nell’Omnium, e Campione del Mondo a Saint-Quentin-en-Yvelins (2015) nell’Americana, tredici anni dopo il suo esordio, ottiene finalmente il primo grande successo della carriera nelle corse su strada in una corsa di livello superiore, vincendo la sua prima tappa in un Grande Giro Ciclistico.   

Alessandro Romele, XDS Team Astana, migliore degli italiani, conclude la volata al sesto posto.

La UAE Team Emirates-XRG, orfana di Tadej Pogacar, giunge a Xeraco a 11 minuti e 33 secondi dal vincitore di giornata.

La Classifica Generale subisce un vero e proprio terremoto, dopo il clamoroso abbandono della Maglia Roja.

Enric Mas, Team Movistar è il nuovo Leader e la nuova Maglia Roja della Vuelta a Espana 2026, dopo 970,4 Km, percorsi in 23 ore, 23 minuti e 33 secondi, davanti a Primoz Roglic, Red Bull Bora-Hansgrohe, secondo, a 1 minuto, e all’austriaco Felix Gall, Decathlon CMA CGM Team, terzo, a 1 minuto e 11 secondi.

Sul podio delle premiazioni lo spagnolo Enric Mas riceve la Maglia Roja ma decide di non indossarla, in segno di rispetto verso Tadej Pogacar.

La grandezza e la signorilità di questo Campione lancia un messaggio di stima, speranza e solidarietà nei confronti dello sfortunato avversario.

La tappa di oggi non passerà alla Storia solo per la caduta di Tadej Pogacar.

L’ottava tappa della Vuelta a Espana 2026 va ricordata anche per le imprese di Sinuhè Feranadez e di Bryan Coquard, per il gesto di Enric Mas e per quanto fatto da tutti i corridori.

Questi Uomini di Ferro, temprati contro ogni avversità, hanno onorato anche oggi la Vuelta a Espana, con i loro sacrifici, le loro gioie, i loro dolori, le loro vittorie e le loro sconfitte.

“…..Se riuscirai a confrontarti con la vittoria e la sconfitta. E trattare nello stesso modo questi due impostori…..Tua sarà la Terra e Tutto ciò che è in essa, e quel che più conta, sarai un Uomo, figlio mio!

(tratto da “Se”, poesia di Rudyard Kipling)

Federico La Capria

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