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  • Categoria dell'articolo:Olimpiadi
  • Ultima modifica dell'articolo:13/02/2026
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Dominio norvegese a queste olimpiadi (prima nel medagliere olimpico) e soprattutto nel fondo. Insieme ai francesi che in queste discipline hanno costruito una squadra forte. A secco gli italiani.

Fra i norvegesi, poi c’è un fuoriclasse, Klaebo che se lo guardate andare in salita, sembra un marziano!

Con la sua incredibile potenza nelle salite ripide, ha raggiunto punte di 18,4 km/h, offrendo uno spettacolo capace di ridefinire l’approccio a quei tratti difficili del percorso. Ciò che per la maggior parte degli atleti rimane un momento di sforzo estremo affrontato con passo regolare e scivolato, per lui è diventato un’arma tattica: un’accelerazione sorprendente che ha lasciato indietro gli avversari e stupito chi seguiva la gara da casa.

Nasce quindi spontanea una domanda: come riesce a correre come un maratoneta, muovendo gambe e sci all’unisono, avanzando con una tale rapidità da guadagnare metri su metri, fino al punto da potersi persino fermare, salutare il pubblico con un inchino e dare un’occhiata a ciò che accade dietro di sé?

Il talento di Klæbo si combina con tecnica, esperienza e una coordinazione impeccabile tra braccia e gambe, supportate da una forza muscolare eccezionale. Mettendo insieme questi elementi, il fuoriclasse norvegese ottiene prestazioni fuori dal comune. Basta guardarlo per coglierne l’unicità: invece di appoggiare lo sci in modo piatto, lo pianta con decisione e ad alta frequenza, privilegiando una spinta verticale esplosiva che gli permette letteralmente di correre sulla neve. Grazie a questo stile, mantiene trazione e conserva l’inerzia verso l’alto anche nelle salite più impegnative.