

Dominio norvegese a queste olimpiadi (prima nel medagliere olimpico) e soprattutto nel fondo. Insieme ai francesi che in queste discipline hanno costruito una squadra forte. A secco gli italiani.
Fra i norvegesi, poi c’è un fuoriclasse, Klaebo che se lo guardate andare in salita, sembra un marziano!

Johannes Høsflot Klæbo, fuoriclasse norvegese dello sci di fondo, alle Olimpiadi invernali di Milano Cortina ha trasformato una disciplina di pura resistenza in un fenomeno virale.
Con la sua incredibile potenza nelle salite ripide, ha raggiunto punte di 18,4 km/h, offrendo uno spettacolo capace di ridefinire l’approccio a quei tratti difficili del percorso. Ciò che per la maggior parte degli atleti rimane un momento di sforzo estremo affrontato con passo regolare e scivolato, per lui è diventato un’arma tattica: un’accelerazione sorprendente che ha lasciato indietro gli avversari e stupito chi seguiva la gara da casa.
Nasce quindi spontanea una domanda: come riesce a correre come un maratoneta, muovendo gambe e sci all’unisono, avanzando con una tale rapidità da guadagnare metri su metri, fino al punto da potersi persino fermare, salutare il pubblico con un inchino e dare un’occhiata a ciò che accade dietro di sé?

Il talento di Klæbo si combina con tecnica, esperienza e una coordinazione impeccabile tra braccia e gambe, supportate da una forza muscolare eccezionale. Mettendo insieme questi elementi, il fuoriclasse norvegese ottiene prestazioni fuori dal comune. Basta guardarlo per coglierne l’unicità: invece di appoggiare lo sci in modo piatto, lo pianta con decisione e ad alta frequenza, privilegiando una spinta verticale esplosiva che gli permette letteralmente di correre sulla neve. Grazie a questo stile, mantiene trazione e conserva l’inerzia verso l’alto anche nelle salite più impegnative.
