Serpenti, l’uomo che vuole essere arrestato e l’Italia che non ha tempo
Presentato a Venezia nella sezione Spotlight, il film di Roberto De Paolis scritto con i fratelli D’Innocenzo è in sala dal 10 settembre.
Paolo Marra ha ucciso la moglie e va a costituirsi. Il guaio comincia lì: la questura non sa come prenderlo sul serio. È il punto di partenza di una black comedy dell’assurdo scritta da De Paolis con Damiano e Fabio D’Innocenzo, con Leonardo Lidi protagonista. Intorno a lui ci sono un poliziotto (Alessandro Borghi), un avvocato d’ufficio (Pietro Castellitto) e una cartomante (Valeria Golino). Il film è nelle sale dal 10 settembre.
Ho raccolto un po’ di recensioni che vi riporto:
Quasi tutti partono dallo stesso posto. Per Movieplayer De Paolis evita il cinema sociale e guarda a Kafka, Beckett e Camus, raccontando la violenza di genere senza retorica. Cinematografo osserva che abbandona il realismo di periferia dei due film precedenti per un teatrino claustrofobico e kafkiano. Quando si cercano parenti italiani, i nomi ricorrono. Per TGcom24 è Petri di Indagine su un cittadino privato dell’indagine, 4Parete aggiunge Monicelli e Scola, L’Espresso la commedia caustica di Dino Risi. Noodles arriva alla stessa famiglia per conto suo, con Petri, Monicelli e Lo scopone scientifico, e ne ricava una tesi. Quel cinema anni Settanta, cattivo e scomodo, l’abbiamo perso, e oggi un cinema molto sovvenzionato preferisce rassicurare.
Sul femminicidio la scelta è dichiarata. Il regista spiega a L’Espresso che il commissariato è un modellino della società e la moglie non si vede perché il film non è sul femminicidio. Best Movie la definisce una scelta controversa già di suo. I conduttori di Noodles la leggono come un fatto di cronaca nera. Si parla solo dell’assassino, la vittima viene nominata una volta e di sfuggita, e nel film non c’è un solo interrogatorio: chi dice che lui abbia fatto solo quello che racconta.
Sugli attori c’è più unanimità. Popcorn e Podcast scrive che Lidi regge il film senza scivolare nella macchietta e Borghi è straordinario, mentre 4Parete lo indica come il collante tra i vari atti. Noodles aggiunge il contesto: Lidi è un attore di teatro di Piacenza, poco noto al cinema, e questo gioca a favore, perché nessuno gli associa altri ruoli. I tre nomi grossi restano ciascuno nel proprio solco, con Golino la più interessante perché la più difficile da decifrare. Del confronto con l’avvocato Cinefilos scrive che il senso di colpa finisce sotto processo, e per uno dei due conduttori il monologo di Castellitto è il momento più raggelante, perché a tratti quasi convince. Dall’incontro milanese con cast e autori, poi, Noodles riporta che i blocchi da una ventina di minuti dei tre attori sono stati girati in due giorni anziché uno, anche se in altre interviste Golino parla di quattro.
Le riserve sono poche. Cinematografo è il più cauto: le sfumature del grottesco finiscono per soffocare la gravità del protagonista. 4Parete dà 7/10 e nota che sembra quasi un film a episodi. Best Movie propone due letture, l’incubo del criminale o il film preso alla lettera, e sostiene che il congegno regge in entrambi i casi. MovieStruckers lo definisce un tipo di commedia che in Italia non si vede quasi più, nonostante i suoi problemi.
La spaccatura più interessante passa dentro Noodles. Ilaria Mencarelli lo legge come il ritratto di uno Stato italiano privo di empatia, e dice di non sentirsi in grado di parlarne in termini universali. Pastore dissente: per lui è un film universale, che potrebbe stare in Spagna o in Argentina. Anche altrove è un film sul Paese, per MovieStruckers un ritratto lucidissimo dell’Italia, ma la domanda resta aperta.
Sul tono ha già risposto De Paolis ad Askanews: per fare cinema del reale oggi bisogna guardare a quanto la realtà è grottesca, perché il realismo di prima è diventato troppo poetico rispetto a una realtà che scivola verso la farsa. Noodles chiude con un’ammissione: è un film che cresce più se ne parla, difficile da criticare, e può essere frainteso perché chiede allo spettatore intelligenza e una certa dose di empatia.
La mia idea è che possa anche essere a tratti un film divertente e angosciante nello stesso tempo, la cosa certa è che si esce dalla sala abbastanza storditi dal senso della storia.
