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  • Categoria dell'articolo:CIclismo / Sport
  • Ultima modifica dell'articolo:07/03/2026
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Un attacco a 78 chilometri dall’arrivo ha trasformato la corsa in una lunga fuga solitaria sugli sterrati toscani. Per lo sloveno è la quarta vittoria: nessuno aveva mai fatto meglio.

Per capire la Strade Bianche 2026 basta guardare un numero: 78.
Sono i chilometri che mancavano all’arrivo quando Tadej Pogačar ha attaccato sul settore di Monte Sante Marie. Da quel momento la corsa è diventata una lunga fuga solitaria tra gli sterrati toscani.

Alla Strade Bianche capita spesso che la corsa si apra molto lontano dal traguardo. Quest’anno però si è praticamente decisa a metà gara, quando Tadej Pogačar ha accelerato sul tratto di sterrato più duro e ha iniziato una fuga che nessuno è più riuscito a fermare. Pogačar ha scelto il settore di Monte Sante Marie, uno dei punti più selettivi del percorso, per cambiare il ritmo della corsa. Mancavano ancora 78 chilometri all’arrivo quando il campione del mondo ha attaccato, senza particolari preparativi: ha semplicemente aumentato l’andatura fino a ritrovarsi da solo davanti. Per qualche chilometro Tom Pidcock ha provato a restare alla sua ruota, come aveva fatto anche l’anno scorso quando arrivò secondo. Il tentativo però è durato poco: un problema alla catena lo ha costretto a rallentare proprio mentre la corsa stava entrando nel vivo. A quel punto l’inseguimento è rimasto nelle mani di due corridori molto più giovani. Il francese Paul Seixas, diciannove anni, ha provato a ridurre il distacco, mentre Isaac del Toro, compagno di squadra di Pogačar alla UAE Team Emirates controllava la situazione restando alle sue spalle.

Pogačar, nel frattempo, non si è limitato a difendere il vantaggio. Dopo il primo allungo ha rilanciato ancora l’azione e la corsa si è trasformata in una lunga cronometro individuale tra gli sterrati delle colline senesi. Per buona parte della gara il suo vantaggio è rimasto vicino ai due minuti. Solo negli ultimi chilometri il distacco si è ridotto leggermente, quando ormai la corsa aveva già preso una direzione chiara.

Pogačar è arrivato da solo in Piazza del Campo, il finale tradizionale della Strade Bianche, con una velocità media di 42,7 chilometri orari, la più alta mai registrata nella storia della corsa. La vittoria è anche un piccolo pezzo di storia della gara. Con questo successo lo sloveno diventa infatti il primo corridore capace di vincere la Strade Bianche quattro volte, superando il record di Fabian Cancellara, fermo a tre.

Alle sue spalle la corsa per il secondo posto si è decisa soltanto sull’ultima salita, la breve ma durissima Via Santa Caterina. È lì che Seixas ha staccato Del Toro, chiudendo una gara molto convincente per un corridore alla sua prima partecipazione. Dopo l’arrivo Pogačar ha spiegato che l’attacco non era necessariamente pianificato. Sul tratto più duro del Sante Marie ha semplicemente voluto aumentare il ritmo per capire quanto sarebbero riusciti a resistere gli altri. «Ho spinto fino in cima per vedere se qualcuno sarebbe rientrato», ha raccontato. «Quando ho visto che il vantaggio cresceva ho capito che poteva essere il momento giusto».

Era la sua prima gara della stagione. Nelle prossime settimane correrà alcune delle classiche più importanti del calendario, tra cui Milano-Sanremo e Parigi-Roubaix, due “Monumento” che nella sua carriera mancano ancora. Per ora è soltanto l’inizio di marzo.

Foto RCS SPORTS