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  • Ultima modifica dell'articolo:22/08/2026
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« “Non conta quanto e lungo vivi ma cosa lasci e Michele ha lasciato più di tutti che vivono cent’anni”
“Peter Sagan”

La bicicletta, un mezzo di trasporto usato da miliardi di persone. Per svago, per divertimento, per andare a scuola, al lavoro, per allenarsi, per diventare un campione.

E in Italia? Ecco le difficoltà e pericoli.
Piste ciclabili pressoché assenti o inadeguate.
Ma soprattutto, in questo periodo, dobbiamo verificare un grosso problema.
Troppi incidenti occorsi ai ciclisti, troppe volte sono visti come bersagli da colpire in strada.

Per questo motivo nella settimana della mobilità europea, ebbi il piacere di incontrare la Fondazione Michele Scarponi, ciclista a livello professionistico morto nel 2017 a 37 anni in un tragico incidente stradale.

Gli obiettivi della Fondazione Scarponi sono molteplici. Educazione stradale (progetti pratici nelle scuole).
Iniziative che mettono al centro le persone più vulnerabili della strada, pedoni, bambini o chi va in bicicletta.

Una serata, il 14 settembre alle ore 18:30, presso il Broletto di Novara, all’insegna della sicurezza stradale.

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