In occasione della ricorrenza del 25 aprile, intervistiamo lo scrittore e redattore trecatese GERMANO GALLI, sapendo che nei suoi lavori trovano risalto i valori di democrazia, pace e libertà d’espressione, connessi alla Liberazione dal nazifascismo.

Come mai il titolo del tuo ultimo libro è “Tu chiamale se vuoi, emozioni”?
“In genere, pure per quanto riguarda alcuni miei articoli su queste pagine on-line, trovo spesso difficoltoso scovare il titolo più calzante, e che possa risultare accattivante nei confronti del lettore. Ragion per cui, mi sono affidato al famoso inciso del brano di Lucio Battisti, anche perché di norma io racconto ciò che per davvero mi emoziona, pescando nello sport, nel cinema o nella musica, e con la storia contemporanea quale collante della narrazione”.
Quanto tempo ti è occorso per ricercare tutte le informazioni presenti nel libro, e poi la stesura di una prima bozza?
“Grosso modo un paio d’anni, incominciando da un canovaccio di base, che in questo frangente riguarda una scansione cronologica dei fatti, da fine Ottocento ai giorni nostri. A seguire, una minuziosa operazione di ricerca d’avvenimenti e magari curiosità, siano essi agonistici, cinematografici o storici, e quindi, come per un puzzle composto da diversi tasselli, occorre assemblare quanto raccolto, per una narrazione che possa risultare efficace e corretta lessicalmente!”.
Fra i vari personaggi che s’incrociano nel tuo libro, quale apprezzi particolarmente, e come mai?
“Scelta molto ardua, data la vastità degli argomenti trattati. Ma visto che non posso esimermi, direi Gino Bartali e Jesse Owens in ambito sportivo, con il toscano che contribuì a salvare centinaia di ebrei e perseguitati politici, nel corso dell’occupazione nazista, dopo l’8 settembre 1943, e l’americano che vincendo 4 ori alle Olimpiadi di Berlino ’36, mise in ridicolo le folli teorie razziali di Adolf Hitler e camerati. Per quanto riguarda il cinema, a titolo personale, l’intera stagione del Neorealismo italiano, da Roberto Rossellini, a Vittorio De Sica, Cesare Zavattini e meravigliosi colleghi, anche se farei un torto ad altri autori più recenti, così come colloco nel mio personale pantheon anche Aldo Moro ed Enrico Berlinguer, artefici della strategia politica del Compromesso Storico fra Dc e Pci, che purtroppo si concluse tragicamente in via Fani, il 16 marzo ‘78”.
Tra i libri che hai scritto, a quale sei più affezionato e perchè?
“A tutti e sei sicuramente, visto che ognuno racconta moltissimo di me, nell’arco di quasi vent’anni dal … primogenito, uscito nell’ormai lontano 2007 e dal titolo Italia di quoio, in cui si traccia un profilo sociologico e storico delle maggiori tifoserie calcistiche italiane”.
Qual è il periodo storico che più ti interessa, e come lo descriveresti usando solo tre aggettivi?
“Senza dubbio i cosiddetti Anni di piombo, quelli normalmente collocati fra le stragi neofasciste di piazza Fontana e la stazione di Bologna, focalizzati nel mio libro Calibro 35 mm, del 2011. Per quanto riguarda gli aggettivi, userei: intriganti, misteriosi e convulsi”.
Ritieni che sia difficile emergere in ambito letterario?
“Si moltissimo, in quanto risulta davvero arduo trovare un editore che voglia puntare su di te; oggettivamente, la trovo la parte più gravosa in senso assoluto, molto più che la stesura e la correzione del testo”.
Quali sono i tuoi progetti futuri?
“Speriamo in un settimo libro…”.
Nel ringraziare Germano per la sua disponibilità, auguriamo a lui e a tutti i lettori un soave 25 aprile di pace e fratellanza.
Ricordiamo che il libro è acquistabile a questo link: https://www.amazon.it/-/en/Germano-Galli/dp/B0GD29SPJD

