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  • Ultima modifica dell'articolo:11/07/2026
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Sulla carta d’identità c’è scritto Alessandro Garavaglia. Ma per chiunque abbia mai respirato l’aria di un palazzetto, abbia sentito lo stridore delle scarpe sul parquet o l’odore del ferro vecchio di un canestro di periferia, io sono semplicemente Sandro. O, meglio ancora, il Sandrone.

Arrivo da Cerano e frequento questo splendido, folle mondo del basket dalla fine degli anni Settanta. In quasi cinquant’anni di palla a spicchi ho vissuto tante vite: ho visto il gioco cambiare, i canestri passare dal legno al plexiglass, le tattiche farsi ossessive, ma la passione è rimasta sempre la stessa. Ho avuto il privilegio di vivere questo sport a vari livelli e con varie mansioni, soprattutto dietro la scrivania, da dirigente. Una prospettiva che ti permette di vedere non solo dove va a finire il pallone, ma anche e soprattutto come si costruisce una società, come crescono i ragazzi e quanto sacrificio c’è dietro ogni singolo canestro.

Quando la redazione di Spondeticino mi ha chiesto di tenere una rubrica regolare su queste pagine, non ci ho pensato due volte. Ho accettato ben volentieri perché sento il bisogno – e forse anche il dovere – di trasformare questa lunghissima passione in qualcosa di utile e condivisibile per tutti voi.

Il nostro basket è in costante fermento, ma ha bisogno di essere raccontato con cura per crescere ancora meglio. E con “nostro basket” intendo quello vero, sanguigno, che pulsa nelle palestre della provincia. Il mio intento è proprio questo: fare da cassa di risonanza a un movimento che merita vetrina, attenzione e, perché no, un po’ di sana pubblicità.

Cosa troverete, quindi, in “Punti e spunti del Sandrone”?

Ve lo dico subito: non aspettatevi la fredda sfilza dei tabellini o le solite pagelle preconfezionate del lunedì mattina. Certo, guarderemo ai Punti – quelli che decretano i vincitori e i vinti sul campo dalla Serie B in giù – ma cercheremo soprattutto gli Spunti.

Andremo a caccia di storie. Racconteremo il basket di oggi, ma volgeremo lo sguardo anche ai tempi passati, a quegli anni pionieristici (magari non gli anni Cinquanta degli eroi in bianco e nero, ma certamente quei decenni ruggenti che abbiamo vissuto in prima persona). Seguiremo i giovani talenti nati e cresciuti nei nostri vivai che oggi portano il nome del nostro territorio in giro per i campionati d’Italia, e getteremo un occhio attento su…

Insomma, le idee sono tante e la voglia di scendere in campo è ancora maggiore. Il viaggio comincia con la nuova stagione.

State pronti o, come dicono quelli bravi… stay tuned!

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