
Lo sci di fondo è il modo più antico di sciare.
È nato nei Paesi del Nord Europa, dove le persone lo usavano per spostarsi su grandi distese di neve durante l’inverno. All’inizio serviva per cacciare, raccogliere legna e andare da un villaggio all’altro, quando ancora non c’erano strade o mezzi veloci. Poi, verso la fine del 1800, è diventato anche uno sport.
Il termine “sci” viene da una parola norvegese antica che significa “pezzo di legno lungo”. I soldati norvegesi furono tra i primi a gareggiare con gli sci, e la prima competizione ufficiale risale al 1842. Ma fu nel 1888, con la spedizione dell’esploratore Fridtjof Nansen attraverso la Groenlandia, che lo sci di fondo iniziò a farsi conoscere anche fuori dalla Norvegia.
Nel 1892 nacque il famoso Festival dello Sci di Holmenkollen, inizialmente dedicato alla combinata nordica. Solo nel 1901 si tenne la prima gara esclusiva di sci di fondo.
Ad un mese esatto dalla prima gara di fondo e in attesa delle Olimpiadi di Milano Cortina 2026, vale la pena riscoprire questo sport antico, fatto di resistenza, tecnica e tanto contatto con la natura. Approfondisci a questo link: tutto sullo sci di fondo

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LE REGOLE
Lo sci di fondo si pratica in due stili: classico (seguendo tracce parallele nella neve) e libero, detto anche skating, con movimenti laterali simili al pattinaggio.
Alle Olimpiadi, le gare alternano i due stili a ogni edizione. A Milano Cortina 2026, le competizioni seguiranno vari formati:
- Skiathlon (10+10 km): si parte tutti insieme e si cambia stile a metà gara.
- 50 km classico e staffetta 4×7,5 km: partenza di massa.
- Sprint classica: qualificazioni a cronometro, poi batterie, semifinali e finale.
- Sprint a squadre (tecnica libera): due atleti si alternano per sei giri, con semifinali e finale.
- 10 km tecnica libera: unica gara a cronometro con partenze distanziate; vince chi ha il tempo migliore.
Ogni formato esalta strategie diverse: resistenza, velocità e tattica di squadra
Lo sci di fondo ha visto l’Italia passare da outsider a protagonista, costruendo la sua storia gara dopo gara. Dalle leggendarie Manuela Di Centa e Stefania Belmondo, tra le atlete più vincenti di sempre, fino a Federico Pellegrino, l’azzurro ha lasciato il segno in ogni format, tra imprese individuali e staffette memorabili.
Lo sci di fondo italiano guarda con ambizione a Milano Cortina 2026. Accanto al veterano Federico Pellegrino, già doppio argento olimpico, cresce una squadra giovane e promettente. Tra questi spicca Elia Barp, classe 2002, già protagonista in Coppa del Mondo con Pellegrino, con cui ha conquistato podi prestigiosi, anche dopo un delicato stop per problemi cardiaci. L’obiettivo? Una medaglia olimpica di squadra in casa.
Lo sci di fondo anche come terapia: dimenticate gli Ottomila scalati per il record e le performance da trail runner. Il giornalista de La Stampa, Max Cassani, ha raccolto dieci storie vere di persone “normali” che hanno trovato nelle terre alte la cura, la redenzione o, semplicemente, la forza per venire a patti con i propri demoni. Un libro che vi farà venir voglia di allacciare gli scarponi e, soprattutto, di mettere le cuffie: link
IL PROGRAMMA DEL FONDO ALLE OLIMPIADI



