Il problema dell’inquinamento a Milano e in tutto il nord Italia, non è nuovo né misterioso: è un fenomeno cronico, legato a modelli urbanistici e di mobilità che privilegiano l’auto, a un riscaldamento domestico troppo inquinante, a scarse aree verdi sempre minacciate, a rigenerazioni di piazze dove regna il grigio cemento e ad un’agricoltura intensiva nelle zone limitrofe.


Nonostante i dati Arpa parlino di un trend in “miglioramento”, il nodo vero è che le soglie attuali sono ancora troppo alte rispetto a quelle raccomandate dall’OMS.

Se i limiti più stringenti fossero già legge (come lo saranno dal 2030-2040), quasi tutte le centraline registrerebbero sforamenti preoccupanti. Questo significa che il miglioramento è solo apparente e non frutto di interventi strutturali, ma spesso di condizioni climatiche favorevoli o di lockdown passati.

Nel frattempo, si annunciano Piani Aria e misure spot, ma mancano decisioni coraggiose: potenziamento reale del trasporto pubblico, limiti alla circolazione più ambiziosi, incentivi veri per abbandonare il riscaldamento a gasolio o biomassa, tutela del suolo urbano.

Insomma, si deroga, si narra… si rinvia (magari al prossimo sindaco!), ma intanto si respira male. E ci si ammala di più.

https://www.ilgiorno.it/milano/cronaca/polveri-sottili-smog-rilevamento-s38ksd30