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  • Ultima modifica dell'articolo:12/09/2026
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Tutto pronto per i Mondiali di Ciclismo in Canada

Dopo una lunga pausa (sorry), torno su questi schermi per parlare degli imminenti mondiali di ciclismo; coincidenza, l’ultimo mio post era stato sul medesimo tema, l’edizione 2025 in Ruanda.

Ma rieccoci a noi e all’attualità: i Campionati del Mondo di Ciclismo su strada 2026 si terranno a Montréal, in Canada, dal 20 al 27 settembre; stavolta la geografia è meno complicata rispetto a un anno fa (sapete posizionare Kigali sulla mappa del Ruanda?): il Québec lo conosciamo tutti, anche se non è sicuramente banale indicare su una mappa Brossard, l’area a sud della città da cui partiranno le prove in linea élite.

Il percorso

Il tracciato ricalca per larga parte quello del Grand Prix Cycliste de Montréal, prova World Tour che si corre in città dal 2010 nel mese di settembre: un vantaggio non da poco per chi lo conosce già a memoria. Curiosità, il Grand Prix si svolgerà pochi giorni prima dei mondiali… Canada centro del mondo!

A proposito di gare, questo mese è particolarmente ricco di corse su strada; un account che vi consiglio per tenere traccia di tutto è il sempre ottimo Spiegone Ciclistico:

Ma torniamo a noi e andiamo ad analizzare le gare, giorno per giorno.

La cronometro (20 settembre)

Uomini e donne élite condivideranno lo stesso percorso di 39,9 km e 220 metri di dislivello, quasi interamente pianeggiante, che attraversa il Circuit Gilles-Villeneuve (sede del Gran Premio di Formula 1) e il Parc Jean-Drapeau, prima di rientrare in città sul Ponte della Concordia. L’unica asperità è il finale in salita su Avenue du Parc.

Le prove in linea

Il cuore di tutte le gare è il circuito finale del Mont Royal: 13,4 km con 269 metri di dislivello, da ripetere 8 volte per le donne (26 settembre) e 12 volte per gli uomini (27 settembre). Le asperità principali sono:

  • Côte Camillien-Houde: 1,8 km all’8%
  • Côte de la Polytechnique: 780 m al 6%, con punte oltre l’11%
  • Pagnuelo: 535 m al 7,5%
  • Avenue du Parc: l’arrivo, in leggera salita (560 m al 4%)

La gara maschile, preceduta da un tratto in linea di 112,4 km pianeggianti in partenza da Brossard, totalizzerà 273,7 km e 3.803 metri di dislivello: un percorso da classiche più che da grande giro, che premierà chi sa incidere sugli strappi ripetuti senza però essere uno scalatore puro.

Il grande assente

Il grande favorito della vigilia, lo sanno anche i sassi, sarebbe dovuto essere Tadej Pogačar, campione del mondo in carica e vincitore di quasi tutte le gare disputate negli ultimi anni. La caduta alla Vuelta a España lo ha però costretto al ritiro anticipato (guarisci presto campione!), aprendo nuovi scenari molto interessanti.

Un mondiale più aperto, dunque, con Remco Evenepoel (iridato 2022 e più volte campione a cronometro), Wout van Aert, Mathieu van der Poel e Mads Pedersen pronti a giocarsi la maglia.

Ma i nostri come sono messi?

La squadra azzurra

La Federazione Ciclistica Italiana ha ufficializzato i convocati il 5 settembre, in conferenza stampa a Matera. Per il commissario tecnico Roberto Amadio, alla prima uscita iridata sull’ammiraglia azzurra maschile, la lista per la prova in linea del 27 settembre comprende dieci nomi (di cui otto scenderanno effettivamente in strada): Alberto Bettiol, Mattia Cattaneo, Giulio Ciccone, Lorenzo Mark Finn, Giulio Pellizzari, Davide Piganzoli, Cristian Scaroni, Matteo Sobrero, Matteo Trentin e Diego Ulissi.

Il nome nuovo (ma noi lo conosciamo già da un pò) è quello di Lorenzo Mark Finn, 20enne ligure: iridato Juniores a Zurigo 2024, iridato Under 23 a Kigali 2025 e reduce da una stagione da incorniciare con le vittorie al Giro Next Gen e al Tour de l’Avenir.

Per la cronometro, l’uomo di riferimento è ovviamente il piemontese Filippo Ganna, affiancato da Cattaneo e Sobrero: lo stesso terzetto sarà protagonista anche della staffetta mista insieme a Vittoria Guazzini, Elisa Longo Borghini e Monica Trinca Colonel.

Il gruppo femminile per la prova in linea del 26 settembre, guidato dal CT Marco Velo, vedrà al via l’altra gloria piemontese Elisa Longo Borghini, Silvia Persico, Erica Magnaldi, Eleonora Gasparrini, Monica Trinca Colonel, Sara Casasola e Francesca Barale.

Le chance azzurre

Senza Pogačar e su un percorso che premia i corridori da classiche più che i puri scalatori, l’Italia ha, a mio modesto parere, qualche carta in più da giocarsi del solito (avversari e super team permettendo): Bettiol ha le movenze giuste per un percorso così mosso (anche se lo vedo come una delle due riserve), Ciccone può provare a incidere sugli strappi ripetuti e la carta Finn resta un jolly tutto da scoprire alla sua prima élite iridata. Vedremo se basterà per infastidire i big.

Buon Mondiale a tutti!


Carlo Bermani: novarese doc, vivo nei dintorni di Torino da qualche anno. Professionalmente mi occupo di Digital Marketing & Comunicazione. Per passione seguo numerosi sport tra cui il ciclismo, la pallacanestro e il calcio, praticati negli anni a livello amatoriale. Scrivo di bici su BicicLetter


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