Matt Dinniman, fino a qualche anno fa, guadagnava parte dei suoi soldi disegnando ritratti di gatti alle esposizioni feline. Oggi è l’autore di Dungeon Crawler Carl, una delle storie più improbabili diventate fenomeno editoriale.

La serie nasce nel 2020, quando Dinniman comincia a pubblicare online, a puntate, la storia di Carl, sopravvissuto alla fine del mondo insieme a Princess Donut, la gatta della sua ex compagna. Da lì arriva il successo: milioni di copie vendute, traduzioni internazionali e un adattamento televisivo attualmente in sviluppo.

Il dettaglio più interessante è forse il genere. Dungeon Crawler Carl è un LitRPG, narrativa che utilizza le regole dei videogiochi di ruolo: livelli, esperienza, abilità, equipaggiamento, ricompense. Per molto tempo è stato considerato un prodotto destinato quasi esclusivamente al pubblico nerd. Dinniman ha contribuito a dimostrare che poteva esserci un mercato molto più grande.

La storia è volutamente folle. Un’invasione aliena distrugge la Terra e i sopravvissuti vengono trasformati nei concorrenti di un reality show intergalattico. Carl e Donut devono attraversare un enorme dungeon sotterraneo, superando un livello dopo l’altro mentre miliardi di spettatori li guardano.

Sembra il soggetto perfetto per uno scherzo lungo qualche centinaio di pagine. Invece funziona perché sotto la superficie c’è altro: satira dei media, spettacolarizzazione della violenza, capitalismo e una riflessione piuttosto cinica sul rapporto tra intrattenimento e pubblico. È uno degli aspetti che le recensioni italiane hanno iniziato a sottolineare con maggiore frequenza.

Un ruolo importante lo hanno avuto anche gli audiolibri, interpretati da Jeff Hays, capace di dare voce ai numerosi personaggi della saga. Per molti lettori, l’esperienza è diventata quasi quella di seguire uno streamer mentre gioca: si ascolta la storia, ma anche il modo in cui il protagonista cerca di capire e sfruttare le regole del gioco.

In Italia la serie è pubblicata da Mercurio Books e ha trovato rapidamente un pubblico.

Il successo di Dungeon Crawler Carl racconta quindi qualcosa che va oltre un singolo libro. Mostra come una storia nata ai margini dell’editoria possa arrivare al grande pubblico senza rinunciare alla propria natura. E forse è proprio questo il punto: non è un romanzo che cerca di sembrare meno nerd per vendere di più. È un romanzo che ha dimostrato che essere nerd, oggi, può essere un enorme vantaggio.

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