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La Grande Boucle (12) : Father and Son a Chalon-sur-Saone. di Federico La Capria

Giovedì 16 Luglio 2026

Si corre la dodicesima tappa del Tour de France 2026, la Magny Cours-Chalon-sur-Saone, lunga 179,1 Km, con un dislivello di 1.800 m, caratterizzata da quattro Gran Premi della Montagna, la Cote de Lanty, 308 m, quarta categoria, 2 Km, con pendenza media del 4%, la Cote de Cuzy, 398 m, quarta categoria, 2,4 km, con pendenza media del 4,5%, e la Cote de Montagny-lès-Buxy, 2,6 Km, con pendenza media del 4,3%.

Anche oggi il percorso sembra favorire i velocisti, poiché le salite previste non sono particolarmente impegnative.

Chalon-sur-Saone, Città gemellata con Novara, accoglie un arrivo di Tappa della Grande Boucle per la settima volta, dopo i successi di Brian Robinson, nel 1959, Jean Stablinski, Rik Van Linden, Thierry Marie, Sam Bennett e Dylan Groenewegen, nel 2019.

Il via ufficiale avviene dal Circuito Automobilistico di Magny-Cours, davanti alle tribune gremite di spettatori, alle ore 13.35, sotto un cielo grigio, con una temperatura di 32 gradi.

La Macchina della Giuria, in questo contesto, assume le caratteristiche di una Safety Car e pone una seria riflessione su quella che dovrebbe essere la sicurezza stradale per i ciclisti ogni giorno.

Dopo il segnale di partenza c’è subito l’attacco di Mauro Schmid, Jayco Alula, seguito da Marco Haller, Tudor Pro-Cycling Team, Baptiste Veistroffer, Lotto Intermarchè, e Jonas Abrahamsen, Team Uno-X Mobility.

Ci provano anche altri corridori, tra i quali Xabier Azparren Iruzurn, Pinarello Q36.5, Mike Teunissen, Team XDS-Astana, Michel Hessmann, Team Movistar, e Thibault Guernalec, Total Energies,.

Ad Azy-Le-Vif il gruppo torna compatto.

Baptiste Veistroffer insiste. Prima di Le Charme va in fuga, guadagna 40 secondi sul plotone, amplia il margine e vince il Traguardo Volante di Decize.

Il gruppo transita a 1 minuto e 35 secondi dal fuggitivo.

A L’Ouche Migeard il francese ha 45 secondi di vantaggio su Damiano Caruso, Team Bahrain Victorius, Ewen Costoiou, Groupama-FDJ United, e Matteo Vercher, Total Energies, che lo inseguono.

I tre contrattaccanti raggiunono il fuggitivo. In testa alla corsa si forma un quartetto che raggiunge un vantaggio di 1 minuto e 45 secondi.

Dopo il passaggio a Cercy-La-Tour, Fours e Apponay i quattro battistrada affrontano il primo Gran Premio della Montagna.

Baptiste Veistroffer transita primo sulla Cote de Lanty, davanti a Matteo Vercher, secondo, Damiano Caruso, terzo, ed Ewen Costiou, quarto. 

Il gruppo scollina dopo 1 minuto e 25 secondi.

A Luzy il vantaggio degli attaccanti è di soli 40 secondi, per effetto del grande lavoro delle squadre dei velocisti.

Sulla corsa piove ed è la prima volta che accade in questo caldissimo Tour de France.

I corridori si avvicinano alla Cote de Cuzy, sulla quale transita primo, ancora una volta, Baptiste Veistroffer.

Il gruppo dei migliori, guidato dal Team Soudal Quickstep, si trova a 45 secondi e tiene sotto controllo il quartetto.    

Damiano Caruso e Matteo Vercher si rialzano, Baptiste Veistroffer ed Ewen Costiou proseguono.

Dopo Montceau-Les-Mines anche Ewen Costiou si arrende.

Baptiste Veistroffer resta solo al comando.

A Pont des Morands conserva ancora 38 secondi di vantaggio sul gruppo, guidato dall’NSN Cycling-Team.

Quinn Simmons, Lidl-Trek, effettua un grande forcing, La sua azione crea selezione e permette di riavvicinarsi a Baptiste Veistroffer, raggiunto dopo Les Grandes Bruyèere.

In testa alla corsa si forma un drappello che comprende, tra gli altri, Mathias Vacek, Lidl-Trek, Filippo Ganna, Netcompany Ineos, e Davide Ballerini, Team XDS-Astana.

I contrattaccanti vengono ripresi dopo Les Blignys

Il gruppo torna compatto e affronta la Cote de Montagny-lès-Buxy.

Quinn Simmons vince il Gran Premio della Montagna. La velocità  elevata rende impraticabile ogni fuga. Si viaggia intorno ai 60 Km/h, con leggere oscillazioni, verso il basso e verso l’alto.

In testa al plotone si alternano varie squadre, tra cui la Lidl-Trek, l’NSN Cycling-Team e il Team XDS-Astana.

Si arriva a Cortelin. Manca poco al traguardo e l’atmosfera è elettrica.

Le squadre portano i capitani nella miglior posizione possibile per lo sprint finale.

Il gruppo entra a Chalon-sur-Saone.

Dopo un’ultima curva, ad angolo retto, sulla destra, i corridori passano sotto la Flamme Rouge.

Siamo alla resa dei conti.

Mathieu Van der Poel, Alpecin-Premier Tech, passa in testa per lanciare il compagno di squadra Jasper Philipsen.

Jasper Stuyven, Team Soudal Quickstep, da parte sua, guida con abilità il proprio compagno di squadra Tim Merlier.

“Il Mago” trova un varco tra gli avversari, prende la testa, evitando la rovinosa caduta che coinvolge Fernando Gaviria, e vince la volata, a centro strada.

Il belga si agggiudica la Magny Cours-Chalon-sur-Saone, dopo 179,1 Km,  percorsi in 3 ore, 38 minuti e 53 secondi, davanti a Olav Kooij, Decathlon CMA CGM Team, secondo, e a Jasper Philipsen, Alpecin-Premier Tech, terzo.

Nulla cambia in Classifica Generale.

Tadej Pogacar è sempre al Comando del Tour de France 2026, in Maglia Gialla, dopo 1.926.5 Km, percorsi in 43 ore, 4 minuti e 1 secondo, davanti a Jonas Vingegaard, Team Visma Lease-a-Bike, secondo, a 3 minuti e 36 secondi, e a Remco Evenepoel, Red-Bull Bora-Hansgrohe, a 4 minuti e 6 secondi, terzo

Anche oggi le Ruote Veloci hanno onorato il Tour de France

Tim Merlier vince con merito la terza tappa in questo Tour de France 2026 e festeggia sul podio con il piccolo Jules, timido, tenero e bellissimo.

E’ l’immagine più bella di questa giornata, che riporta alla mente “Father and Son” (Yusuf Islam, Cat Stevens, 1970)

Tim Merlier stabilisce un Record Unico e Particolare.

Dopo aver vinto a Novara, nel 2021, la seconda Tappa del Giro d’Italia, la Stupinigi-Novara, si impone oggi, nel 2026, nella dodicesima Tappa del Tour de France, la Magny Cours-Chalon-sur-Saone, a Chalon–sur-Saone.

Il Campione Belga nell’arco di cinque anni è riuscito a vincere sul traguardo di due Città Gemellate dal 5 Giugno del 1977 e legate per sempre 0da una profonda Amicizia : Novara e Chalon-sur-Saone.

Federico La Capria    

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