La MotoGP è in vacanza da oltre un mese, e le squadre stanno preparando la nuova stagione, che si aprirà a febbraio con gli attesissimi test di Sepang. E la Ducati è sempre al centro delle attenzioni.

In una recente intervista all’AD Claudio Domenicali, il capo della rossa che ha dominato i mondiali fa il punto: La nostra striscia di vittorie non ha precedenti“, “Ducati, oltre agli investimenti servono squadra e territorio“. E non parla solo di corse.

Non è solo una questione di performance in pista, ma di forza industriale e strategia di mercato. Mentre Ducati celebra un’altra stagione da protagonista, l’Amministratore Delegato Claudio Domenicali guarda già al 2026, anno in cui l’azienda compirà 100 anni.

Un traguardo importante, raggiunto grazie a un mix di innovazione tecnica e gestione solida. Ma non mancano le preoccupazioni per il contesto macroeconomico globale e le debolezze strutturali italiane che possono rallentare la corsa del made in Italy.

Il 2025 è stato un anno d’oro per Ducati, che ha dominato la MotoGP con il sesto titolo Costruttori consecutivo e il quarto tra i piloti, grazie anche all’arrivo vincente di Marc Marquez. La casa di Borgo Panigale ha brillato anche in Superbike, conquistando il 21° titolo Costruttori e quello riservato ai team, mentre si espande con ambizione nel mondiale motocross.

La voglia di eccellere va oltre le piste: Ducati punta a distinguersi anche nel mondo lifestyle e dell’abbigliamento tecnico, come dimostra la recente collaborazione con Piquadro, con cui ha lanciato una linea esclusiva di zaini e trolley in edizione limitata. A EICMA 2025, Ducati ha svelato le novità con motore V2, tra cui il nuovo Monster, l’Hypermotard, il DesertX V2 e la Desmo450 MX per il cross.

Claudio Domenicali, ha ribadito la visione del marchio: qualità, stile e visione condivisa con chi ne condivide i valori. In vista del centenario nel 2026, Ducati punta a nuovi successi sportivi, sognando di portare sul tetto del mondo sia Marquez che Bagnaia. Ma ci sono i contratti da rinnovare.

Tutti i contratti in MotoGP andranno in scadenza alla fine del 2026, quando si esaurirà questo ciclo tecnico di regolamenti, ed è lecito attendersi dei grandi cambiamenti in vista del 2027. Al momento, non si è ancora parlato di un rinnovo tra Marc Marquez e la Ducati, che aveva ingaggiato il nativo di Cervera con un contratto biennale.

In base ad alcune indiscrezioni, la Ducati vorrebbe chiudere l’accordo già ad inizio stagione, ma le ultime dichiarazioni di Claudio Domenicali sono apparse come una smentita. In un’intervista rilasciata al sito web “Moto.it“, l’amministratore delegato ha preso tempo in merito ad un rinnovo lampo di Marquez, affermando che serve tempo per prendere decisioni tanto importanti come questa.

Per quanto riguarda Bagnaia la questione è un pò più complessa. Nel 2026 Ducati dovrà riflettere attentamente sul rendimento di Pecco Bagnaia, il cui futuro nel team ufficiale non è più così scontato. In vista del 2027, la squadra potrebbe scegliere una squadra tutta spagnola.

Durante l’ultima stagione, Bagnaia è apparso spesso fuori sintonia con la Desmosedici, lontano dalla solidità mostrata nei quattro anni precedenti, quando era sempre stato in corsa per il titolo. Due volte campione del mondo, nelle altre due occasioni è stato battuto prima da Quartararo (Yamaha) e poi da Jorge Martin del team satellite Pramac.

Gigi Dall’Igna, direttore generale di Ducati Corse, ha espresso con fierezza la sua soddisfazione per i traguardi raggiunti dalla Rossa di Borgo Panigale durante l’evento “Ducati in Festa” tenutosi a Bologna il 19 dicembre.

Reduce da un 2025 trionfale in MotoGP, che ha confermato il predominio Ducati nella massima categoria del Motomondiale, l’ingegnere 59enne ha dichiarato: “Il 2025 è stato un anno ricco di risultati e numeri importanti, ma preferisco soffermarmi solo su alcuni dati che raccontano al meglio questa stagione straordinaria”.

Nel modello di business di Borgo Panigale, le corse non sono una voce di costo a fondo perduto, ma un investimento essenziale per il valore del marchio. Domenicali definisce le vittorie come “il carburante che alimenta la fabbrica”, un moltiplicatore di valore intangibile che giustifica il posizionamento premium dei prodotti.

Infine sempre il capo della Ducati al quale viene chiesto quanto sia importante mixare la tecnologia e il design, di cui Ducati è riuscita ad essere maestra, risponde: “Beh, direi che questa, la Panigale V4R, è un po’ la sintesi estrema della filosofia di Ducati, poiché all’interno contiene tutto quello che abbiamo imparato nel mondo delle gare e tutti i contenuti che provengono dalla MotoGP. Una MotoGP che ci ha visto ottenere un così grande successo nei tempi più recenti: quattro titoli mondiali piloti di fila sono un risultato pazzesco, straordinario.

Questa moto mixa un design a cui teniamo moltissimo con una tecnologia estremamente evoluta, come sistemi elettronici straordinariamente sofisticati, il controllo di trazione di slide contemporanea e l’albero motore controrotante: tutto ciò poi serve per offrire al nostro cliente più appassionato, che intende comprarsi questa moto, un’esperienza in pista eccellente. Questa V4R è anche la base di partenza per l’omologazione della prossima Superbike: noi quest’anno siamo campioni mondiali costruttori in Superbike con la generazione precedente e questa nuova moto sarà omologata in inverno per poi dare origine alla V4R Superbike del 2026“.

In vista del 2026, Ducati si presenta dunque come una “realtà piccola per il mondo, ma importantissima per il territorio“, forte dei suoi 2.000 dipendenti e dell’appartenenza a un gruppo solido.

Ma il messaggio finale è un monito contro l’immobilismo: i cicli vincenti possono finire e, senza un ecosistema.-Paese che sostenga la manifattura ad alto valore aggiunto, anche le eccellenze rischiano di frenare.