Metti che una domenica qualunque,

un gruppo di persone  assolutamente disomogeneo  per stile di vita ed interessi che hanno aderito a un nuovo progetto ,ma senza frequentarsi assiduamente o conoscersi personalmente, si sono ritrovati attorno a un tavolo perché  a uno di loro,  solitamente il più estroverso ( ogni gruppo ha il suo) sia venuto in mente di festeggiare .
Sì,  ma festeggiare cosa ? l’incontro, una festività?

 Non è poi tanto importante  il cosa ma ci si accorda per il come, dove, quando.
All’arrivo al  ristorante, è tutto un salutarsi , presentarsi.
Ci sono amicizie consolidate o appena iniziate, alcune solo accennate.
Importante è il trovarsi, il ritrovarsi o ancora l’incontrarsi.
Comunque, agli aperitivi si sono già intrecciati discorsi e, i più timidi, cominciano a lasciarsi andare mentre quelli più gioviali  azzardano qualche battuta.
Ecco che l’organizzatore si sente in dovere di ufficializzare e presentare  i nuovi partecipanti .
Alla fine del primo piatto l’alcol ha già assolto al suo dovere….quello di dissipare ogni reticenza a buttarsi nella mischia unendosi a voce alta al (bel …) canto intonato dai temerari.
Applausi, risate, ricordi ,  allegria, ma anche ricordi tristi di chi c’era e non c’è più.
I toni si abbassano ,  ognuno riflette in cuor suo e trattiene per sé, per un momento, una persona amata, madre padre che non c’è più  ma che vive nel ricordo più o meno nitido dei presenti che ora non è più gruppo ma  diventato “compagnia” con cui condividere la solitudine, il dolore di una perdita, una delusione, un problema di salute .
E ancora, condividere una ricetta del coniglio con le patate ed i piselli,  l’ansia e  l ‘attesa di rivedere una figlia lontana per lavoro, l’esultanza alla notizia di una figlia che si sposa, il racconto delle avventure vissute durante il cammino di Santiago,  la lettura di una poesia di  J. Brel che si sono scambiati  due giovani che assieme contano quasi 140 anni. La partita sempre aperta di donne/ verso /uomini e viceversa.
Il sedicente attore che, con la spalla, improvvisa la gag del marito tradito,  si potrebbe continuare all’infinito.
Che miracolo è la vita, incontrare persone vere e non solo nel virtuale.
Questi incontri di mani di occhi di sorrisi ,fanno sperare che per l’umanità c’è ancora una speranza.

“Io ti ringrazio sconosciuta compagnia
Non so nemmeno chi è stato a darmi un fiore
Ma so che sento più caldo il mio cuor” .

(La compagnia, Mogol,Donida,Rapetti)

Enza Amendolara.