Taxi-droni … utili all’ambiente? E a noi?

E’ stata recentemente approvata dal Consiglio di Milano una delibera che autorizza Sea alla costituzione di una società per la realizzazione del sistema dell’Urban Air Mobility, attraverso la realizzazione e la gestione di VertiPorti (aeroporti a decollo verticale)

Linternaute


https://www.milanotoday.it/attualita/taxi-volanti-evtol-progetto.html
https://www.canaleuno.it/2023/11/09/milano-sea-autorizzata-a-creare-societa-per-stazioni-taxi-volanti/

Cos’è un Vertiporto? E’ un’area utilizzata per l’atterraggio e il decollo di aeromobili a
decollo verticale (una sorta di aeroporto destinato a droni aerotaxi elettrici)

Ma intanto di cosa stiamo parlando?
È un mezzo volante. Autonomo: cioè senza pilota. Ma allora è come gli altri droni?
Non proprio… ha delle novità, ha sedici eliche di carbonio e una forma insolita. In grado, però, di accedere in aree difficili da raggiungere via terra. Magari parcheggiare in Duomo …, a Milano o nel centro di Magenta o Trecate. Scherziamo ovviamente

droneblog

Potrebbe trasportare fino a 250 kg (3 persone?!) e in grado di volare dai 35 ai 65 km di distanza e ad una velocità di 130 km all’ora.

Tutti da capire i vantaggi / svantaggi anche se alcuni aspetti in positivo sembrano chiari: funzionano a elettricità e non emettono CO2, sono facili da usare per l’ambiente. Inoltre, il traffico automobilistico viene alleggerito. Meno traffico porta a una minore congestione, che a sua volta porta a minori emissioni di CO₂.

L’esigenza di individuare e sviluppare modalità di trasporto a impatto ambientale sempre più limitato è ormai perseguita a livello globale anche grazie agli Obiettivi di sviluppo sostenibile (Agenda 2030) fissati dalle Nazioni Unite.

Gli studi più recenti individuano, infatti,  il trasporto locale quale responsabile di circa un quinto delle emissioni di gas serra in Europa, di qui la necessità crescente di implementare soluzioni alternative a quelle attualmente in essere,

La questione quindi è un tema centrale per la nostra “società”, città, regione e nazione: non è una questione milanese ma un fenomeno che progressivamente si sta diffondendo. Sul nostro territorio si “potrebbe” concretizzare per le Olimpiadi 2026 con collegamenti da Malpensa (o Linate) e alcuna aree.

Direi di più, la questione è europea. Entro il 2030 i droni entreranno a fare parte della vita europea. Dai servizi di emergenza, mappatura, imaging, ispezione e sorveglianza nell’ambito dei quadri giuridici applicabili da parte di droni civili, alla consegna urgente di piccole spedizioni, come campioni biologici o medicinali, ai servizi innovativi di mobilità aerea, come i taxi aerei, che forniscono servizi di trasporto regolari per i passeggeri, inizialmente con un pilota a bordo, ma con l’obiettivo finale di automatizzare completamente le operazioni.

Il tema ci interessa per diversi punti di vista, per una questione di sicurezza, una questione ambientale e anche per capire quale modello di “società” si sta costruendo sotto i nostri occhi:

  • E’ evidente che queste nuove aree vanno ad occupare spazi verdi sottraendo
    altro suolo (si parla di Linate, Malpensa, CityLife e Rogoredo) come è anche
    chiaro come pur essendo elettrici hanno una rotazione non certamente
    silenziosa: non pensiamo a due o tre droni ma a regime a qualche centinaia
  • Il tema sicurezza è tutto da affrontare considerando che questi droni
    volerebbero sopra le teste dei cittadini in città ma anche nelle aree verdi disturbando
    densamente la fauna, pensate alle nostre aree verdi protette e parchi e fiumi

Ma vediamo gli impatti sull’ambiente

Questo veicolo è al 100% elettrico, quindi ecologico almeno come emissioni ma occorre considerare l’inquinamento acustico: il ronzio delle pale moltiplicato per N potrebbe portare dei danni? Magari in città potrebbe non peggiorare la situazione attuale ma di sicuro sui nostri territori è da valutare con attenzione

Potrebbe portare vantaggi sulla mobilità urbana se ben organizzato e distribuito?
Potrebbe. in fase sperimentale sarà un servizio esclusivo come lo era al debutto anche il treno e la stessa automobile ma poi anche con la corretta regolamentazione si potrebbe diffondere e quindi avere anche costi più accessibili per la “massa”.

Se fosse, il beneficio per l’ambiente sarebbe quello della diminuzione del traffico di auto quindi meno inquinamento nell’aria e acustico e magari meno incidenti da distrazione (i droni sono a guida autonoma)

Se la sperimentazione fosse estesa alle merci (avete sentito parlare delle possibili prossime consegne Amazon?) il vantaggio potrebbe anche essere maggiore abbattendo nel tempo furgoni e furgoncini che tutti i giorni consegnano merce.

E’ evidente che il mantra dell’innovazione sta contagiando pesantemente il settore mobilità di
ma fare innovazione non è sufficiente di per sè: occorre essere certi di fare innovazione
in meglio, in maniera inclusiva e diffusa, nel pieno rispetto delle tutele ambientali e di sicurezza.


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