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  • Ultima modifica dell'articolo:02/06/2026
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Giro d’Italia 2026 : Giudizio Finale, Vingegaard vince senza difficoltà. di Federico La Capria

Cala il sipario sul Giro d’Italia 2026, Edizione N.109 della Corsa Ciclistica a tappe nata nel 1908 dall’idea di Eugenio Camillo Costamagna, editore della Gazzetta dello Sport, e dei suoi redattori Armando Cougnet e Tullo Morgagni

Il primo Giro d’Italia vide la luce nel cuore della notte.

Giovedì 13 Maggio 1909, alle ore 2.53, 127 ciclisti partirono da Piazzale Loreto, a Milano, luogo toccato più volte nella quindicesima frazione, la Voghera-Milano, dell’odierna edizione, transitata nei territori del Ticino, il “Fiume Azzurro”, diretti a Bologna, sede di arrivo, dopo 397 Km, della prima di otto difficili tappe.

Il vincitore del Primo Giro d’Italia, disputato nel 1909, aperto a corridori professionisti e dilettanti, fu il muratore di Induno Olona (Varese) Luigi Ganna.

A più di un secolo di distanza un altro Ganna, Filippo, da Vignone (Verbania), Recordman dell’Ora su pista (56,792 Km), già vincitore di altre sette tappe, in edizioni precedenti della Corsa Rosa, si imporrà nella decima tappa del Giro d’Italia 2026, la Viareggio-Massa, frazione a cronometro di 42 Km, disputata il 19 Maggio 2026, a una velocità media di 54,921 Km/h.

Per il piemontese si tratta della settima cronometro vinta al Giro d’Italia, eguagliando in questa specialità il numero di successi, sette, ottenuti al Giro d’Italia dal “Cannibale” Eddy Merckx

Il 31 Maggio 2026, Domenica, 152 ciclisti, sui 184 complessivi presenti al via, in rappresentanza di 23 squadre, hanno tagliato il traguardo finale di Roma, dopo aver percorso 3.469 Km, affrontando 21 tappe (tre in Bulgaria, sede di partenza), e tre giornate di riposo.

Nella tredicesima frazione, in programma Venerdì 22 Maggio 2026, con partenza da Alessandria, i corridori, dopo aver attraversato il Monferrato e il vercellese, sono transitati nel territorio novarese, toccando Casalvolone, Biandrate e Mandello Vitta, borgomanerese, toccando Cavaglio d’Agogna, Fontaneto d’Agogna e Borgomanero, e aronese, passando per Arona, portandosi sul Lago Maggiore, per concludere la frazione a Verbania 

La tappa, dopo un finale incerto e bellissimo, è andata all’azzurro Alberto Bettiol, corridore del Team XDS-Astana.

Il Giro d’Italia 2026, considerato la seconda Gara Ciclistica a tappe più importante al mondo, dopo il Tour de France, ha risentito della mancanza dei Grandi Dominatori della stagione attuale e di quelle precedenti, su Tutti Tadej Pogacar e Paul Seixas, l’Astro Nascente del Ciclismo.

L’unico corridore all’altezza dei citati campioni presente alla partenza di Nesebar (Bulgaria), Venerdì 8 Maggio 2026, è stato Jonas Vingegaard, considerato il grande e unico favorito per la vittoria finale.

Il tracciato proposto prevedeva una tappa a cronometro, di 42 km, 7 arrivi in salita e 48 Gran Premi della Montagna, 9 in meno rispetto al Giro d’Italia 2025, vinto da  Simon Yates, dopo una dura ed epica battaglia, nella tappa con il Colle delle Finestre, giunta a Sestriere, contro il giovane messicano Isaac Del Toro.   

Il Giro d’Italia 2026 si è dimostrato più indulgente nei confronti dei corridori, rispetto alla precedente edizione, con un dislivello di 48.700 m, inferiore ai 52.500 m affrontati nel 2025 (3.800 m in meno).

Ad aggiudicarselo, per la prima volta in carriera, è stato Jonas Vingegaard, Team Visma Lease-a-Bike, primo corridore danese a riuscire nell’impresa, che ha percorso i 3.469 Km in 83 ore, 22 minuti e 51 secondi, a una velocità media di 41,60 Km/h, la terza piu’alta di sempre.

Il “Re Pescatore”, ha vinto cinque tappe e la Maglia Rosa, indossata per 7 volte su 21 tappe, rappresentante il 33% delle giornate di gara, precedendo in Classifica Generale l’austriaco Felix Gall, Team Decathlon CMA CGM, secondo, a 5 minuti e 22 secondi, e Jay Hindley, Red Bull Bora-Hansgrohe, terzo, a 6 minuti e 25 secondi.

I vincitori di tappa sono stati 13 :

Jonas Vingegaard (5) ; Paul Magnier (3); Jhonathan Narvaez (3); Guillermo Thomas Silva Cousson; Igor Arrieta; Davide Ballerini; Filippo Ganna; Alec Segaert; Alberto Bettiol; Fredrik Dversnes Lavik; Michael Valgren; Sepp Kuss; Jonathan Milan.   

Solo 9 Squadre su 23 hanno vinto almeno una tappa.

Il Team Visma Lesae-a-Bike si aggiudica 6 tappe su 21, il 28,5%, davanti a UAE Team Emirates-XRG, 4 tappe su 21, 19%, privata subito di Adam Yates e Jay Vine, vittime di una rovinosa caduta in Bulgaria.

Soudal Quickstep e Team XDS-Astana, si aggiudicano entrambe 3 tappe su 21, 14%

Net Company Ineos Cycling Team, Bahrain Victorius, Team Uno X-Mobility, EF Education Easy Post e Lidl-Trek chiudono con una vittoria a testa.

Giulio Ciccone conquista la Maglia Rosa nella quarta tappa, Catanzaro-Cosenza, indossandola per un giorno, vince la Classifica per gli Scalatori, aggiudicandosi la Maglia Azzurra, con 277 punti, davanti a Jonas Vingegaard, secondo, con 266 punti, e a Einer Augusto Rubio Reyes, terzo, a 164 punti.

Il corridore della Lidl-Trek ottiene anche tre terzi posti, nella seconda, quarta e diciannovesima tappa, a testimoniare il suo indomito carattere abruzzese, dimostrandosi, pur senza vittorie, il Miglior Corridore Italiano del Giro d’Italia.     

Paul Magnier ottiene tre successi di tappa e si aggiudica la Classifica a Punti, indossando la Maglia Ciclamino, con 200 punti, davanti a Jonathan Milan, secondo, con 153 punti, e Guillermo Thomas Silva Cousson, terzo, a 99 punti.

Afonso Eulalio conquista la Maglia Rosa nella quinta tappa, Praia a Mare-Potenza, la mantiene per nove giorni, sino all’arrivo di Pila, e conclude al sesto posto della Classifica Generale, a 9 minuti e 39 secondi da Jonas Vingegaard. Il giovane corridore della Bahrain Victorius si aggiudica la Classifica del Miglior Giovane e indossa la Maglia Bianca, davanti a Davide Piganzoli, secondo, a 1 minuto e 13 secondi, e a Mathys Rondel, terzo, a 5 minuti e 33 secondi.

Il corridore portoghese, ritrovatosi a vestire il simbolo del primato in modo incredibile, al termine di una lunga fuga, in una tappa dal finale rocambolesco, vinta da Igor Arrieta, ha conquistato la fiducia e l’affetto del pubblico, che ha trovato nella sua umiltà, nel suo coraggio, nella sua classe e nella sua determinazione le stimmate del Campione, capace di lottare, senza mai arrendersi.

I ciclisti italiani sono stati protagonisti di un Giro d’Italia 2026 generoso, arricchito da quattro vittorie di tappa, con Davide Ballerini, a Napoli, Filippo Ganna, a Massa, Alberto Bettiol, a Verbania, e Jonathan Milan, a Roma, nobilitato dalla conquista della Maglia Azzurra da parte di Giulio Ciccone, capace per un giorno, sotto la pioggia, di indossare il simbolo del primato.

Jonathan Milan trionfa in una volata nella ventunesima e ultima tappa, con arrivo a Roma, riscattando le cocenti delusioni rimediate nella terza e nella diciottesima tappa, concluse al secondo e al terzo posto.

A poco più di un mese di distanza dal recente successo del novarese di Casalbeltrame Mirco Bozzola, classe 2004, nel LXXIX Gran Premio della Liberazione, Categoria Under 23, disputato il 25 Aprile 2026, davanti a Riccardo Lorello e Tommaso Anastasia, arriva un altro successo per i colori azzurri a Roma, in Via del Circo Massimo.  

A Roma il Miglior Corridore italiano nella Classifica Generale è Davide Piganzoli, ottavo, a 10 minuti e 52 secondi dal proprio Capitano, Jonas Vingegaard.

Il giovane italiano precede un formidabile Damiano Caruso, nono, a 38 anni, a 11 minuti e 24 secondi dalla Maglia Rosa.

Da segnalare è, purtroppo, la controprestazione di Giulio Pellizzari, presentatosi al via carico di aspettative e inserito tra i favoriti per il podio finale.

La settima frazione, la Formia-Blockhaus, purtroppo è risultata fatale al giovane scalatore marchigiano. Come un novello Icaro, avvicinatosi troppo al Sole (Vingegaard), ha visto sciogliere le proprie ali e naufragare i propri sogni e le proprie ambizioni. Ci saranno altre e nuove occasioni per Lui, perchè le Grandi Vittorie nascono spesso dalle sconfitte più amare e il Futuro è suo.

Nonostante questa delusione il Ciclismo Italiano ha mostrato di essere ben presente sulle strade e grazie ai nostri corridori ha restituito ai tifosi la Grande Passione e il Grande Affetto ricevuti da loro ogni giorno.

Oltre ai quattro successi di tappa i corridori italiani hanno saputo farsi onore e conquistare 12 volte il podio di tappa, con 4 secondi posti, da parte di Jonathan Milan, Mirco Maestri, Edoardo Zambanini e Giovanni Lonardi e ben 8 terzi posti, ottenuti da Giulio Ciccone, per tre volte, Davide Piganzoli, Diego Ulissi, Martin Marcellusi, Damiano Caruso e Jonathan Milan.    

Con la conquista del suo primo Giro d’Italia Jonas Vingegaard è l’ottavo ciclista di tutti i tempi ad aggiudicarsi tutti e tre i Grandi Giri a Tappe (Giro d’Italia, Tour de France e Vuelta a Espana).

Il suo nome è accanto a quelli di Jacques Anquetil, Eddy Merckx, Felice Gimondi, Bernard Hinault, Alberto Contador, Vincenzo Nibali e Chris Froome

Non resta che attenderlo al prossimo Tour de France, per un nuovo duello con Tadej Pogacar e Paul Seixas, in una Corsa sicuramente più combattuta, difficile e incerta di quella da Lui appena dominata in Italia.

Federico La Capria

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