Chi ha giocato o vissuto la pallacanestro tra la metà degli anni ’70 e la metà dei ’90 se li ricorda bene: i tabelloni di legno massiccio che restituivano un rimbombo sordo a ogni pallone spento sul ferro, il rumore delle suole sul pavimento in linoleum liscio e le scarpe che cercavano aderenza dove potevano.

Oggi i nostri ragazzi giocano su parquet perfetti, sotto tabelloni in cristallo e impianti luminosi. Ma senza quel linoleum e senza quei tabelloni di legno, il basket di oggi non esisterebbe.

È proprio da questo contrasto che nasce questa rubrica.

C’è chi pensa che la memoria nello sport sia solo nostalgia. Un modo per chi ha qualche capello bianco per ripetere la solita frase: “Eh, ai miei tempi era un’altra cosa…”

Io non sono d’accordo.

Sono da sempre convinto che la storia sia una guida preziosa: insegna, orienta le scelte e indica la strada a chi ha la voglia di ascoltarla. Nel basket, esattamente come nella vita, non vai da nessuna parte se non sai da dove sei partito.

Oggi il movimento cestistico tra Novara, Borgomanero e i comuni dell’Ovest Ticino vive di nuove sfide, campionati nazionali e palazzetti pieni. Ma le realtà attuali non sono spuntate dal nulla: sono il risultato della passione, del lavoro e dei sogni di chi ha dato anima e corpo a questo sport e che ha trasmesso questa passione ad altri e poi ad altri ancora.

Perché proprio dalla metà dei ’70 alla metà dei ’90?

Ho scelto di concentrarmi su questo specifico ventennio perché voglio raccontarvi cose che ho vissuto in prima persona. Quelli sono stati gli anni della mia prima vera esperienza sul campo e dietro le quinte del basket locale: un periodo che conosco nell’intimo, fatto di palestre storiche, derby viscerali e una passione sconfinata.

Cosa troverete in questa rubrica?

  • I Miti Locali: I grandi giocatori che hanno infiammato le nostre palestre. Leggende magari non da A1, ma uniche per talento, carisma, leadership e “garra”.
  • I Custodi del Movimento: Spazio a dirigenti, allenatori e a quelle figure insostituibili (come la storica Sig.ra Morganti) che lavoravano dietro le quinte. Un dovere fondamentale per ricordare anche chi oggi non c’è più.
  • Aneddoti & Spogliatoio: Derby infuocati, trasferte rocambolesche e retroscena mai svelati.
  • Un’analisi lucida: Guarderemo al passato con occhio critico per capire il presente. Capiremo cosa ha funzionato alla grande, ma anche perché in certi momenti il nostro movimento si è fermato e cosa possiamo imparare da quegli errori per migliorare il futuro.

Riapriremo la scatola dei ricordi insieme ai diretti protagonisti, con interviste, testimonianze e foto d’epoca di un basket che ho amato e vissuto da vicino.

Siete pronti a fare questo salto indietro per prendere la rincorsa verso il futuro?

E voi, se pensate al basket locale tra la metà degli anni ’70 e i ’90, qual è il primo ricordo, la prima palestra o il personaggio che vi viene subito in mente? Scrivetelo nei commenti!

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